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Mentoplastica

Mentoplastica

Mentoplastica

La Mentoplastica è un intervento chirurgico che è volto alla correzione delle ipoplasie mentoniere tramite l’inserimento di una protesi in silicone.

L’intervento viene eseguito ambulatorialmente o in Day Hospital e il paziente può ritornare a casa il giorno stesso.
L’operazione viene eseguita in anestesia locale (se necessario con una lieve sedazione).

L’operazione richiede circa trenta minuti e consiste in una incisione di circa 4 cm. eseguita in corrispondenza della piega naturale fra il mento e il collo, nello scollamento delicato della cute e dei tessuti muscolari della regione del mento fino al piano periosteo, e nell’inserimento della protesi di dimensioni tali da correggere adeguatamente il difetto. Alla fine dell’intervento, viene fatta una medicazione compressiva che dovrà essere tenuta per almeno 4-5 giorni.

Cosa aspettarsi dopo l’intervento:
  • il dolore è minimo e può essere ben controllato con normali analgesici;
  • edema, ecchimosi e discromie (gonfiore, arrossamento e variazioni di colore della cute): queste tre manifestazioni variano da paziente a paziente e possono essere più o meno importanti. La maggior parte dell’edema e delle ecchimosi scompare fra il quinto e il decimo giorno, ma non è insolito che modificazioni di colore della cute durino più a lungo. Durante questo periodo l’area operata può apparire gonfia e talora irregolare.

I punti verranno tolti dopo 7-10 giorni.

Possibili complicanze: Le complicanze sono rare.

Occasionalmente vi potrà essere la formazione di un ematoma (accumulo di sangue al di sotto delle ferite) e, talora, può esserne necessaria la rimozione per rendere la guarigione più rapida. Le infezioni sono rare e rispondono bene alla terapia antibiotica, ma in taluni casi possono causare la necessità di rimuovere la protesi.

E’ possibile in rari casi che nelle settimane o mesi successivi all’intervento la protesi si dislochi (si sposti in una posizione diversa da quella originale). Sarà in tal caso necessario un nuovo intervento per riassestarla nella giusta posizione.

Sulla linea di incisione potrebbe formarsi una cicatrice ipertrofica o cheloidea (di brutta qualità) per motivi non dipendenti dall’intervento ma legati alla naturale biologica tendenza di alcune persone a produrre questo tipo di cicatrici. La loro formazione potrebbe renderne necessaria la rimozione chirurgica almeno sei mesi dopo l’intervento primario o un trattamento con iniezioni locali di cortisone.

Contrattura capsulare. L’organismo reagisce nei confronti delle protesi come contro un qualsiasi altro corpo estraneo, dando luogo alla formazione di una capsula fibrosa che avvolge integralmente le protesi, isolandole da sé. In alcuni casi, invece, la capsula può diventare spessa e rigida; per cui i tessuti sovrastanti la protesi tendono a contrarsi, rendendone visibili i contorni. Una riduzione di frequenza della contrattura capsulare può essere ottenuta ponendo la protesi al di sotto del periostio, ma anche in questo caso essa può presentarsi dopo mesi o anni seppure in minor percentuale.

In ogni caso, la scelta della posizione delle protesi viene concordata dal medico e dalla paziente valutando la situazione specifica.

Se il problema della contrattura capsulare è rilevante, è necessario un intervento di revisione o rimozione della protesi.

Come per tutti gli interventi di chirurgia plastica estetica potrebbe rendersi necessario un intervento di “ritocco”, a debita distanza di tempo, al fine di ottenere il miglior risultato possibile.

Il/La paziente potrà riprendere la guida dell’automobile e l’attività fisica il giorno dopo l’intervento e l’attività sportiva dopo 10 giorni circa; l’attività sessuale dopo 10 giorni.